
Quando si parla di vino, il Giappone non è certo il primo Paese che viene in mente. Eppure, ai piedi del Monte Fuji cresce uno dei vitigni più affascinanti e particolari del mondo: il Koshu, un’uva dalla buccia rosa da cui nasce un vino bianco elegante, delicato e profondamente legato alla cultura giapponese.

Cos’è il Koshu?
Il Koshu è uno dei vitigni simbolo del Giappone e rappresenta la varietà autoctona più celebre del Paese.
A prima vista colpisce per il colore rosato della sua buccia, una caratteristica piuttosto insolita per un’uva utilizzata principalmente nella produzione di vini bianchi.

Le origini leggendarie dell’uva rosa giapponese
L’origine del Koshu è avvolta da racconti e tradizioni che si tramandano da secoli.
Secondo una delle leggende più conosciute, oltre mille anni fa la vite arrivò in Giappone dalla Cina percorrendo le antiche rotte della Via della Seta.
La storia racconta che il monaco buddhista Gyoki sognò Yakushi Nyorai, il Buddha della guarigione, che gli indicò una pianta straordinaria. Al suo risveglio, il religioso avrebbe trovato realmente quella vite e deciso di coltivarla, dando così inizio alla diffusione del Koshu.
Sebbene la componente leggendaria sia difficile da verificare, studi genetici moderni confermano che il vitigno presenta antiche connessioni con varietà provenienti dall’Asia centrale e orientale.
Che caratteristiche ha il vino Koshu?
Il vino bianco ottenuto da uve Koshu si distingue per uno stile raffinato, fresco e delicato. Al naso esprime profumi eleganti di pesca bianca, agrumi, pera e fiori bianchi, accompagnati da leggere sfumature minerali.
Ma qual è la sua particolarità?
La bassa gradazione alcolica, che lo rende ideale per accompagnare piatti delicati, sushi incluso.
In conclusione?
Se alla prossima serata sushi vuoi stupire gli amici con qualcosa di unico, il Koshu è la scelta giusta: elegante, sorprendente, e con una storia degna di un film di Miyazaki.





