
Quando si svolge la vendemmia? Come si fa il vino?
Tra gli innumerevoli amanti e appassionati di vino in tutto il mondo non sono in molti a conoscere le complesse tecniche di produzione. Oggi andiamo ad analizzare, in modo semplice e sintetico, le principali fasi dellโarticolato processo che trasforma piccoli e succosi acini dโuva in vino.

Struttura e componenti del grappolo dโuva
Per ottenere un vino di qualitร bisogna partire da unโeccellente materia prima. Partiamo quindi, da uno sguardo dโinsieme sulla struttura e sui componenti del grappolo dโuva.
Il grappolo รจ costituito, innanzitutto, da una parte legnosa che funge da ossatura, il raspo. Qui troviamo unโalta concentrazione di tannini. Il raspo, ruvido e erbaceo, viene separato da tutte le altre componenti, liquide e solide, al momento della pigiatura.
Dal raspo dipartono i veri e propri frutti, gli acini, che contengono molti elementi determinanti per le caratteristiche del vino.
Questi elementi sono: la buccia, dove risiedono i composti polifenolici, responsabili della colorazione, e i tannini, anchโessi appartenenti alla famiglia dei polifenoli. La polpa, composta principalmente da acqua, zuccheri e acidi, aromi varietali e vitamine, sostanze minerali e sostanze azotate. Invece, nella parte piรน interna dellโacino troviamo i semi, detti vinaccioli, ricchi di sostanze oleose e tannini.
La buccia e i vinaccioli andranno a costituire la parte solida, complessivamente detta vinaccia, che si separerร da quella liquida in seguito alla pigiatura, e che potrร svolgere la fermentazione unitamente ad essa, o meno.

Maturitร e vendemmia
Secondo la latitudine, l’andamento climatico e il vitigno, nel nostro emisfero l’uva รจ pronta per la vendemmia fra agosto e novembre.
Prima di procedere, il viticoltore puรฒ calcolare l’indice di maturazione, che corrisponde al rapporto tra zuccheri e acidi, e valutare la quantitร di polifenoli e sostanze aromatiche.
Oltre all’esame visivo e gustativo dell’acino, che considera la consistenza, il colore e il gusto, esistono strumenti ad hoc come il rifrattometro e il mostimetro, nonchรฉ analisi chimiche da eseguire in laboratorio.
La maturitร dellโuva identifica, in linea generale, il momento in cui puรฒ essere vendemmiata. Da un punto di vista tecnico esistono differenti livelli di maturitร , a seconda delle specifiche componenti dellโuva. Il livello di maturitร dell’uva verrร valutato in base alla tipologia di vino che si intende produrre.
La maturitร tecnologica si basa sulle percentuali di concentrazione di zuccheri e acidi e sul relativo rapporto.
Il legame risiede nel fatto che il livello di zuccheri sarร giร fortemente indicativo del tenore alcolico del futuro vino, mentre quello degli acidi costituirร un imprescindibile supporto alla conservabilitร , e alla protezione da alterazioni indesiderate; aspetto ancora piรน cruciale nel caso della vinificazione in bianco.
La maturitร fenolica prende in considerazione la concentrazione di polifenoli, sostanze pigmentanti e tannini, e riveste decisamente piรน importanza nella produzione di vini rossi.
Maturitร tecnologica e fenolica tendono a coincidere solamente in annate con andamento climatico ottimale per il ciclo vegetativo annuale della vite. Nelle annate particolarmente calde, la maturitร fenolica si raggiunge prima di quella tecnologica, poichรฉ i polifenoli si accumulano piรน velocemente, al fine di erigere una protezione contro le scottature.
Il contrario avviene nelle annate, e nelle zone, piรน fredde. Appare chiaro come, soprattutto nellโattuale contesto di cambiamento climatico, la scelta del momento della raccolta costituisca sempre piรน un elemento decisivo e delicato.
In generale la data della vendemmia sarร anticipata per i vitigni precoci e per i vigneti situati nelle zone calde, che ovviamente maturano prima.
Per esempio, a Pantelleria si preferisce raccogliere l’uva addirittura di notte, sfruttando l’effetto mitigante della rugiada, in modo che l’aggressivitร del calore e dell’irraggiamento non abbiano il tempo di produrre ossidazioni nocive.
Ma esistono chicche come le vendemmie tardive che fanno slittare la data in calendario, fino a Natale. Nel caso degli Eiswein, o vini del ghiaccio, la raccolta delle uve avviene quando la temperatura รจ sotto zero.
Il metodo migliore รจ ovviamente la vendemmia manuale, che consente di selezionare i grappoli, staccandoli uno a uno dal tralcio con apposite forbici, e ha il pregio di salvaguardare l’integritร degli acini. Per ragioni economiche e di carenza di manodopera il ricorso alla meccanizzazione รจ massiccio, compatibilmente con le condizioni orografiche e le caratteristiche dei vigneti.
Le pendenze superiori al 30% rappresentano seri ostacoli ed esistono zone di viticoltura cosiddetta โeroicaโ dove la meccanizzazione รจ addirittura impossibile, come le Cinque Terre.
Alcune forme di allevamento tradizionali non consentono in alcun modo il passaggio delle macchine nelle vigne.
Una volta raccolti, i grappoli vengono riposti all’interno di cesti o cassette, facendo attenzione che restino integri, onde evitare una fermentazione incontrollata.
Da uva a mosto, da mosto a vino
L’uva viene trasformata in vino in cantina, qui troviamo un insieme di attrezzature che possono facilitare tutte le fasi della produzione.
Il primo passo dell’uva vendemmiata verso il vino รจ l’ammostamento, ovvero la trasformazione in mosto. Un tempo i grappoli venivano pestati dai vignaioli con i piedi, pratica non piรน utilizzata per ragioni igieniche ed economiche.
Dopo il suo svolgimento il mosto puรฒ ancora presentare numerose impuritร , come tracce di terra o vegetazione, residui di trattamenti chimici o sostanze pectiche naturali. Eliminarle attraverso la filtrazione, la refrigerazione, la chiarificazione, la centrifugazione o altri procedimenti analoghi, รจ un passo ulteriore verso la limpidezza del vino finale.
Il mosto รจ un liquido particolarmente complesso. In termini generali puรฒ essere definito come una soluzione di acidi e zuccheri, la cui resa rispetto all’uva impiegata รจ del 65-75%. Si compone in maniera preponderante di acqua (fra il 70 e 1’80%), piรน il 15-30% di zuccheri e l’1% circa di acidi. Ma contiene anche minerali, vitamine, polifenoli, sostanze aromatiche e azotate, pectina, enzimi e microrganismi. La sua composizione รจ oggetto di un’analisi immediata. Questo mette il vignaiolo in condizione di apportare le correzioni del caso, anche in base al tipo di vino che si vuole ottenere. Dopo aver effettuato le opportune analisi sui mosti, lโenologo deve valutarne le potenzialitร , cosรฌ da procedere a eventuali correzioni.
Una volta svolte analisi e correzioni il mosto รจ pronto. Adesso puรฒ affrontare la fermentazione, che puรฒ durare da un minimo di 5 a un massimo di 15 giorni, e tutti i successivi processi di vinificazione che variano in base alla tipologia di vino che si sta realizzando (bianco, rosso o rosato, fermo, frizzante o spumante).
Dalla vendemmia alla commercializzazione del vino possono trascorrere molti mesi o addirittura anni (come ad esempio per alcune tipologie di rossi da lungo affinamento) in base a quanto stabilito da uno specifico disciplinare di produzione, oppure in linea con un determinato progetto aziendale.
Che si tratti di un vino di pronta beva – commercializzato a pochi mesi dalla raccolta delle uve – o di un vino da lungo affinamento – che richiede diversi anni di maturazione prima di poter essere acquistato – trovo sempre affascinante pensare a quante cure e a quanto lavoro occorrono, per trasformare delle piccole bacche in quel nettare prodigioso che noi tutti amiamo.
Luca Gardini





