Il vino alla Casa Bianca: i gusti dei presidenti americani tra storia e diplomazia

Quando si parla di Casa Bianca, l’immaginario corre subito a cene di Stato impeccabili, tavole apparecchiate con rigore assoluto e menù studiati nei minimi dettagli per rappresentare il volto ufficiale degli Stati Uniti al mondo.

Eppure, tra porcellane istituzionali e ricette d’autore, c’è un elemento che più di altri racconta gusti, epoche e personalità di chi ha abitato quelle sale: il vino.

Il ritorno del vino dopo il Proibizionismo

Per comprendere il ruolo del vino alla Casa Bianca bisogna partire da un momento chiave della storia americana: la fine del Proibizionismo.

Con Franklin D. Roosevelt, il vino torna ufficialmente sulle tavole presidenziali. Durante i banchetti di Stato, la Casa Bianca diventa una vetrina per i grandi vini californiani, simbolo di rinascita, orgoglio nazionale e modernità.

Diapositiva a colori originale di Franklin D. Roosevelt – Leon A. Perskie, Hyde Park (NY), 22 agosto 1944.

L’eleganza francese di John F. Kennedy

Con John F. Kennedy e Jacqueline Kennedy, il vino alla Casa Bianca assume un’impronta decisamente europea.

La coppia presidenziale nutre una vera passione per la Francia, che si riflette anche nelle scelte enologiche: Champagne Veuve Clicquot, grandi Bordeaux firmati dai più celebri château e Bourgogne raffinate accompagnano le cene ufficiali, contribuendo a definire uno stile elegante e cosmopolita.

John Fitzgerald Kennedy e Jacqueline Lee Bouvier Kennedy

I gusti selettivi di Richard Nixon

Richard Nixon aveva preferenze molto precise, che spaziano tra Vecchio e Nuovo Mondo.

Tra i vini più apprezzati figurano il Riesling tedesco, scelto per la sua freschezza e precisione, il Cabernet Sauvignon californiano e naturalmente lo Champagne francese, immancabile nei momenti più formali.

Ritratto presidenziale ufficiale diRichard M. Nixon, nel suo ufficio – 8 Luglio 1971.

Donald Trump e un periodo fuori dagli schemi

Oggi l’era Trump segna una parentesi decisamente atipica nella storia del vino alla Casa Bianca.

Il presidente, notoriamente astemio, predilige alternative decisamente lontane dalla tradizione, come la celebre lattina di Diet Coke.
Una scelta che rompe con decenni di ritualità enologica presidenziale.

Donald Trump durante un rally politico davanti ai suoi sostenitori.

Insomma, tra etichette iconiche e scelte personali, il vino ha lasciato il segno alla Casa Bianca.
E se ancora oggi alle cene ufficiali si servono tre vini, dobbiamo ringraziare Kennedy: perché, si sa, le buone abitudini non passano mai di moda.

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