La Guida MICHELIN “alza” i calici con i Grappoli

Dopo 125 anni trascorsi a giudicare ristoranti con la severità di un arbitro di Champions League, la Guida MICHELIN decide di fare un passo in più, anzi un sorso in più: nascono i Grappoli MICHELIN, il nuovo sistema di valutazione dedicato al vino.
Un segnale chiaro: il vino entra ufficialmente nel pantheon MICHELIN.

Ma serviva davvero una Guida MICHELIN per il vino?

In realtà, il vino è sempre stato parte integrante dell’esperienza gastronomica premiata da MICHELIN. Nei ristoranti stellati non sono mai mancate carte dei vini curate e abbinamenti pensati al dettaglio. Era solo questione di tempo prima che anche il vino entrasse in una classifica tutta sua.

Cosa sono i Grappoli MICHELIN?

I Grappoli MICHELIN funzionano in modo simile alle celebri Stelle: i vini vengono premiati con 1, 2 o 3 Grappoli, in base al loro valore complessivo. Accanto a questi riconoscimenti, la guida includerà anche una selezione di produttori consigliati, pensata per orientare appassionati e professionisti.

Come funziona la valutazione dei vini MICHELIN?

La valutazione si basa su cinque criteri fondamentali:

  • qualità del vigneto
  • competenza tecnica
  • identità del vino
  • equilibrio
  • costanza nel tempo

I vini non vengono giudicati su una singola annata, ma su più vendemmie, proprio per evitare di premiare un exploit occasionale e valorizzare invece l’affidabilità del produttore nel tempo.

Chi sono i giudici dei Grappoli MICHELIN

Ispettori specializzati, professionisti del vino indipendenti, ex sommelier, critici e esperti del settore.

Da dove partirà la Guida?

La novità inizia con il botto, da due territori che non hanno bisogno di trailer: Bordeaux e Borgogna.
Due leggende del vino mondiale, un po’ come partire direttamente con Maradona e Platini.

Château d’Yquem – Sauternes, Bordeaux, France.

Con i Grappoli MICHELIN, il vino entra ufficialmente nel mondo MICHELIN. Per chi sceglie una bottiglia, questo significa un nuovo punto di riferimento autorevole, capace di semplificare le decisioni anche senza il consiglio dell’amico “che se ne intende”.

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