Barolo: da vino dolce e irrequieto a Re delle Langhe

Il Barolo è oggi considerato uno dei grandi rossi italiani, simbolo di prestigio e di territorio.
Ma non è sempre stato così. La sua storia è un percorso di trasformazione sorprendente, fatto di intuizioni e rivoluzioni.

Barolo DOCG Tradizione 2021 Marchesi di Barolo


Com’era il Barolo in origine?

Un vino molto diverso da quello che conosciamo

Fino ai primi decenni dell’Ottocento, il Barolo non aveva il profilo austero e longevo che ammiriamo oggi.
Era spesso dolce, poco stabile, talvolta torbido e, in alcuni casi, leggermente frizzante. Un vino che cambiava facilmente nel tempo e che faticava a conservarsi.

Il motivo: una fermentazione interrotta

Il motivo era legato al clima e alla vinificazione dell’epoca.
Durante l’inverno, le basse temperature bloccavano la fermentazione prima che terminasse del tutto. Così nel vino rimanevano zuccheri residui e lieviti ancora attivi.

Con l’arrivo della primavera, la fermentazione ripartiva spontaneamente: un processo che poteva generare bollicine indesiderate e rendere il vino instabile e poco adatto all’invecchiamento.

Vigneto innevato nelle Langhe – Piemonte, Italia

La nascita del Barolo moderno

L’intuizione della marchesa di Barolo

La svolta arriva intorno al 1830, grazie a una figura decisiva: Giulia Colbert Falletti, marchesa di Barolo.
Consapevole del potenziale di quel vino, chiamò al suo fianco l’enologo francese Louis Oudart.

Le innovazioni in cantina

Oudart introdusse pratiche allora avanzatissime per il territorio: insegnò a completare la fermentazione, pulire a fondo le botti e affinare il vino in legno.
Da queste scelte nacque un vino finalmente stabile, asciutto e strutturato. In altre parole: il primo Barolo come lo intendiamo oggi.

Giulia Colbert Falletti, marchesa di Barolo

Come è diventato famoso?

Il vino che conquista la corte sabauda

La marchesa non si limitò a creare un nuovo stile: intuì anche come farlo conoscere.
Fece inviare 325 botti di Barolo a Carlo Alberto di Savoia, che ne rimase colpito.

Nel giro di poco tempo, il vino entrò stabilmente nelle abitudini della corte e diventò una sorta di “firma” aristocratica del Piemonte. Da lì, la fama del Barolo si diffuse rapidamente, associandosi a eleganza e identità territoriale.

Horace Vernet, Ritratto equestre di Carlo Alberto, 1834. Galleria Sabauda.

Il Barolo oggi

Oggi il Barolo è considerato il re dei vini italiani.
È un rosso di grande struttura e profondità, prodotto esclusivamente da uve Nebbiolo coltivate sulle colline delle Langhe.
È un vino che unisce potenza e finezza, capace di raccontare un territorio in modo inconfondibile.

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