In vino veritas: tutti i miti sul vino

Il vino è un universo affascinante e misterioso, ricco di miti e leggende metropolitane. Esistono tantissime credenze popolari non vere, in questo articolo proveremo a sfatare alcuni di questi miti.

Iniziamo con il primo: un vino bianco si può ottenere solo da uve bianche?

Non è così, non sempre i vini bianchi provengono da uve bianche proprio perché il colore del vino dipende tanto dal colore dell’uva quanto dal processo di vinificazione. I vini possono essere vinificati in bianco o in rosso. Nella vinificazione in rosso le bucce dell’uva rimangono a contatto con il mosto per lungo tempo, di conseguenza durante le fasi di fermentazione e macerazione, i pigmenti colorati e i tannini presenti nelle bucce vengono trasferiti nel mosto influenzandone il colore. Al contrario, nella vinificazione in bianco, il mosto viene fatto fermentare senza le bucce, di conseguenza utilizzando il medesimo processo di vinificazione su uve a bacca rossa si potrà ottenere un vino bianco. Esistono dei vitigni a bacca rossa particolarmente indicati per la vinificazione in bianco, in grado di produrre vini strutturati e dal bouquet aromatico intenso: come il Toscana IGT Sangiovese vinificato in bianco Pian del Prete.

Il Prosecco è un vino di scarsa qualità?

Secondo l’opinione comune, il Prosecco DOC non è considerato un vino di grandissima qualità, sebbene all’estero venga acclamato dalla critica come una grande eccellenza del Made in Italy. Il vitigno principale da cui si ottiene il Prosecco è la Glera e un massimo del 15% di altri 8 vitigni di varietà autoctone oppure internazionali ammessi dal disciplinare. Grazie alla competenza e alla professionalità dei produttori della zona, il Prosecco ha ottenuto un grande riscontro diventando in poco tempo uno dei prodotti italiani più amati e riconosciuti. Per questo motivo, all’aumentare dell’interesse nei confronti del Prosecco sono corrisposti svariati casi di “imitazione”, con lo sviluppo di un vero e proprio traffico di prodotti contraffatti che hanno messo in dubbio la qualità del prosecco e hanno alimentato false credenze su questa bollicina. Quando parliamo di Prosecco dobbiamo distinguere tra il Prosecco DOC e il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Alcune zone della DOC Prosecco negli anni sono diventate DOCG: come la Conegliano-Valdobbiadene e Asolo. Passare da DOC a DOCG non è un processo semplice, i vini devono superare delle analisi di controllo su ogni fase produttiva. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG invece può essere prodotto solo in un numero ben definito di comuni della provincia di Treviso, tra cui i famosi Conegliano e Valdobbiadene. All’interno di questo territorio si trova una piccolissima area di solo 108 ettari, la sottozona di Cartizze, dove il vino spumante ottenuto potrà riportare in etichetta anche la menzione “Superiore di Cartizze”. Il Prosecco DOCG Superiore di Cartizze è ottenuto da un’attenta selezione di vigneti distribuiti su un 1 km quadrato, qui si riesce ad ottenere il massimo della qualità grazie a un microclima e a un terreno perfetti per la coltivazione. Un ottimo esempio presente su Vino.com è il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry DOCG Villa Sandi.

Un vino buono deve per forza “costare tanto”?

Nel bel Paese possiamo trovare numerosi vini buoni, genuini e dal gusto deciso a un prezzo contenuto e non esorbitante. Verrà quindi da chiedersi: qual è il fattore che determina il prezzo di un vino? Non è facile rispondere, per decidere un prezzo di mercato occorre valutare diversi fattori che riguardano la sfera economica, ad esempio: la dimensione dei vigneti, la resa delle uve, la quantità di bottiglie prodotte, le tecniche di vinificazione e di affinamento, il confezionamento etc… In base alla tipologia di vino che le aziende decidono di produrre cambiano le tempistiche, le tecnologie utilizzate e le scelte di marketing, tutti fattori che influenzano il prezzo del prodotto. Per far fronte ai costi fissi e variabili, il prezzo viene quindi definito in modo da ottenere un profitto. Gli altri fattori che concorrono a determinare il prezzo del vino sono: l’area di produzione, la storia, la fama dell’azienda produttrice e il giudizio dei critici. I vini prodotti in determinate aree, considerate particolarmente vocate alla produzione vitivinicola sono richiesti a tal punto che la domanda può superare l’offerta, causando un aumento del prezzo finale d’acquisto. Allo stesso tempo se l’azienda è rinomata e i critici rispondono con eccellenti valutazioni, il valore del vino può toccare le stelle. Un vino commercializzato dopo pochi mesi dalla vendemmia, in territori con una buona resa, sarà decisamente piacevole con un prezzo contenuto. Questo è il caso di un vino Pugliese, o Salentino come il Primitivo di Manduria DOC Masseria Ficarigna. Le leggende sul vino sono numerose, nel prossimo articolo sfateremo altri interessanti miti.

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